30/04/2004

Telefonata.

Caro, non mi sembra giusto, dovresti chiarire la questione.

Si amore, adesso lo chiamo, speriamo mi ascolti.

Pronto! Signor direttore buona sera, mi scusi se la disturbo a quest’ora, le ruberò solo pochi minuti, c’è un’importante questione che, mio malgrado, vorrei sottoporle. Signor direttore, molto sommessamente, vorrei farle notare che il nuovo capoufficio da lei nominato ha meno esperienza ed anzianità lavorativa del sottoscritto, e che conoscendo io a perfezione tutti i processi produttivi del nostro ufficio, mi sarei aspettato maggiore considerazione per il lavoro svolto nella sua azienda, spero e confido in voi per un ripensamento visto che…pronto signor direttore ma mi sta ascoltando!?!…PRONTO!… BEH, VISTO CHE CI SIAMO ALLORA PARLIAMO DEL NUOVO CAPOUFFICIO, QUEL FOTTUTO RACCOMANDATO DI TUO NIPOTE, CHE SI SCOPA IL FATTORINO DEL TERZO PIANO, QUEL LURIDO PERVERTITO, E CHE SE LO INCONTRO PER LE SCALE PRENDO LA POMPA ANTINCENDIO E GLIELA INFILO SU PER IL CULO E DOPO APRO PURE L’ACQUA, IN QUANTO A TE BRUTTO BASTARDO, SE NON CAMBI IDEA VENGO LI’ NEL TUO UFFICIO E TI PRENDO A CALCI NELLE PALLE FINCHE’ NON TI ARRIVANO IN GOLA COSI’ AVRAI DI NUOVO LE TONSILLE, POI PRENDO QUELLA STATUETTA DEL CAZZO CHE HAI SULLA SCIVANIA E TI CI SODOMIZZO A SANGUE, CI SIAMO INTESI MALEDETTO FIGLIO DI PUTTANA!?!...

Beh…Che cosa ha detto caro?

Mah…non lo so, sembrava non mi ascoltasse poi ha cominciato ad ansimare e a mugolare, dopo si è acceso una sigaretta e mi ha detto che vuole vedermi domattina in ufficio. Significherà qualcosa?

di cattiveinclinazioni at 12:42:27 7 Commenti

28/04/2004

Cellulari.

Le lancette segnano le tre di notte, sono seduto sul divano davanti al televisore spento, sono al  buio e fa freddo, ma la cosa è diventata abituale e sono ormai indifferente, dopo una settimana di nottatacce passate in questo modo l’unica consolazione e che tra due ore potrò finalmente andare a dormire. Non so come è cominciata, so solo che quando ho accompagnato la mia Laura per l’ultimo viaggio, una settimana fa, mi è crollato il mondo addosso. Gli ultimi giorni sono stati i più difficili, quanta dolcezza in quegli occhi stanchi e quanta tenerezza in quel visino distrutto dalla malattia. Nella sua tomba ho lasciato le cose a lei più care, un piccolo diario rosa, il suo cellulare con mille suonerie ormai scarico, un peluche di un cavallo bianco, a lei piacevano tanto i cavalli, per il suo tredicesimo e ultimo compleanno la portai al maneggio, ormai non riusciva più a cavalcare, ma il solo vederli correre liberi la rendevano felice, ultimi scampoli di gioia prima che l’infame destino si compisse. Sulla sua tomba ho giurato che l’avrei raggiunta al più presto, e l’avrei fatto quasi subito se quella notte, la prima notte senza di lei, non fosse accaduto qualcosa di imprevisto, di assurdo, e che da allora aspetto che si ripeta ogni notte. Un squillo sul mio cellulare, la luce blu cobalto del display mi avvolge e illumina la stanza, controllo le cifre del chiamante 3386216523 e lei, e il cellulare di Laura. Guardo quelle cifre con angoscia e paura, il cuore è in fibrillazione come impazzito, poi mi decido a rispondere.

  • Pronto!
  • Ciao papà, come stai.
  • Ciao amore mio, sto bene…questo non può accadere
  • Si lo so papà, come sta la mamma.
  • Mamma non sta bene da quando prende tutti quei psicofarmaci…tutto questo è assurdo.
  • Si lo so papà, di a mamma che la voglio bene.
  • Glielo dirò…tu non puoi essere viva.
  • Si lo so papà, e pallina il nostro cane come sta.
  • Sente molto la tua mancanza…io ti ho vista morire.
  • Si lo so papà, tu come stai.
  • Mi manchi da morire figlia mia adorata…non è possibile tutto ciò.
  • Si lo so papà, mi manchi tanto anche tu.
  • Lo sai che ho giurato di raggiungerti presto…questa conversazione non esiste.
  • Si lo so papà, ci rivedremo presto.
  • Allora a presto amore mio…che dio mi aiuti.

Lascio cadere il cellulare bagnato di lacrime e sudore sul pavimento, sono piegato in due ed ho la faccia tra le mani, tra poco andrò a dormire. So che tutto questo è assurdo, so che dovrei ascoltare quel medico e prendere quelle medicine come fa mia moglie, ma se questi sono deliri allora sono l’unica cosa che mi rendono vivo, l’unica ragione di esistere, finché il mio dolore sarà placato e la mia rabbia sarà dissolta. Allora, e solo allora sarò pronto per raggiungerla e finalmente avrò pace...

per sempre.

di cattiveinclinazioni at 09:39:08 8 Commenti

26/04/2004

Il notiziario di cattive inclinazioni.

ANSA: 25 apr. 04, 21:05:

Il noto cantante pugliese Caparezza è stato arrestato dai carabinieri al termine di un suo concerto tenuto a Napoli, gli investigatori durante la perquisizione hanno rinvenuto cinque chili di hashish e marijuana nascosti nei suoi capelli. Alle domande del magistrato per stabilire la provenienza della droga, il Caparezza rispondeva che la marijuana gli serviva per combattere l’alopecia di cui soffre, mentre l’hashish serviva per combattere i pidocchi e le piattole di cui sono infestati i suoi capelli…

di cattiveinclinazioni at 11:39:08 5 Commenti

23/04/2004

Marte.

La situazione era imbarazzante, le due agenzie spaziali si rinfacciavano accuse e minacce, le due sonde, quella americana lo "Spirit 12" e quella europea il "Beagle 15" si erano scontrate sul suolo marziano. All’inizio l’agenzia americana accusò la sonda irachena, il "Saddam 1", che era lì vicino ma il tutto fu smentito da un’altra sonda quella russa, il "Vodka 3", che aveva visto tutto. Allora la sonda ebrea, il "Torah 2", cominciò ad accusare gli europei di antisemitismo e anti americanismo, mentre la sonda palestinese, "Intifada 1" solidarizzò con gli europei, la sonda araba, il "Bin Laden 1" non espresse alcun commento. Alla fine scoprirono che entrambe le sonde erano saltate in aria a causa di una bomba telecomandata piazzata sotto il terreno, non avevano fatto i conti con la sonda mafiosa, il "Totò Riina 1" che stava scaricando rifiuti tossici in zona e vedendo le sonde avvicinarsi aveva pensato bene di "avvertirle".

di cattiveinclinazioni at 10:14:00 3 Commenti

21/04/2004

Antifurto.

Ieri ho parcheggiato l’auto sotto casa, prima di uscire vi ho mollato una enorme, asfissiante, ammorbante scorreggia, poi sono subito uscito ed ho chiuso l’auto. Ho visto quella bolla mefitica espandersi all’interno dell’auto, ho visto i suoi interni cambiare colore da un verdino-bottiglia ad un giallino-senape-diarrea. Il giorno dopo ho trovato morti vicino l’auto due ladri, poi ho saputo che il terzo ha fatto appena in tempo a chiamare la polizia e si è fatto arrestare. Sto pensando seriamente di brevettare le mie scorregge come un terribile antifurto, certo, dovrò solo risolvere alcuni problemi legati alla sostituzione degli interni, (credo una volta a settimana) e alle autorizzazioni da parte di A.S.L. NATO e ONU.
di cattiveinclinazioni at 15:37:24 3 Commenti

19/04/2004

Punkkabbestia.

Sotto i portici il fetore era insopportabile, la puzza di urina ed escrementi umani si mischiava a quella delle bestie, i cani si erano stufati di farsi attaccare le pulci dai loro padroni, e gli zingari si rifiutavano di averci a che fare. Gianluca, detto “vomito”, era uno di loro, un punkbestia della nuova generazione, quella non legata ai centri sociali ma alle comunità no-global, era il giorno del suo compleanno aveva compiuto venticinque anni, glielo rammentò sua madre due giorni prima chiedendogli se voleva festeggiarlo a casa con loro e alcuni parenti. Gianluca aveva troncato anni prima con la sua famiglia, era uscito di casa poco più che ventenne, la sua natura anarcoide si scontrò subito con l’impossibilità di avere quella che si dice una vita normale , i tipi “contro” come lui venivano stritolati dalla società, e se gli andava bene venivano emarginati o si emarginavano da soli, ecco perché si trovava lì. Ma in quel momento diventò pragmatico come non mai, e barattò la sua partecipazione alla festa con due biglietti del concerto dei Punkreas, che suonavano in quei giorni. Lo aspettavano per le cinque, Gianluca si presentò sotto il portone alle otto, con i suoi tre cani bastardi, ubriaco fradicio e con una bottiglia di fetentissimo vino di discount in mano. Si fece aprire, lascio fuori il portone i tre cani e la bottiglia di vino, i cani dovevano fare la guardia alla bottiglia. Mentre saliva si aggiustò la cresta viola sulla pelata, fece la stessa cosa con i suoi innumerevoli piercing, la porta era aperta, c’era suo padre ad accoglierlo, quando gli apparì trattenne a stento una smorfia di dolore, si guardarono negli occhi per un attimo interminabile, poi si abbracciarono teneramente. Entrò barcollando, salutò la madre e un po’ di zii e zie che erano lì per la festa, mancava suo fratello ma la cosa non lo scosse più di tanto, sapeva che lui non gli aveva mai perdonato quello che era diventato. Dopo i convenevoli Gianluca si avventò sul buffet, ma un improvviso conato di vomito lo raggiunse mentre addentava un rustico, fece appena in tempo a raggiungere il bagno, abbracciare il cesso e vomitarci dentro. Quando ne uscì, sentì dei latrati di cani dal balcone, Gianluca realizzò subito qualcosa, si affacciò in fretta e vide i suoi tre bastardi fuori al portone che stavano sbranando la vecchina del terzo piano, Gianluca tornò subito dentro e dal tavolo prese tutti i panini, e i rustici che poté, e li lanciò dal balcone, i cani videro il cibo e mollarono la presa, così la vecchia poté guadagnare il portone. Arrivò la torta con le candeline, Gianluca era paonazzo dalla sbronza, tutti i suoi pori sprizzavano sudore misto a vino di discount, birra e spumante. Quando si spensero le luci partì il piccolo coro dei parenti che reclamava a gran voce il festeggiato, era una bella torta, ricoperta di cioccolato e panna più le venticinque candeline, sarebbe stata un’impresa ardua spegnerle tutte nelle sue condizioni, ma Gianluca stoicamente si rimise insieme e si avvicinò al tavolo. Gonfiò i polmoni più non posso, poi esalò un sospiro che spense poche candeline, ma che in compenso stordì gli invitati tanto era mefitico il suo fiato, voleva spegnerle quelle fottute candeline, gonfiò di nuovo i polmoni ma invece di soffiare sulla torta ci vomito sopra con un violenza tale da spegnere tutte le candeline, poi svenne dallo sforzo. Quando rinvenne gli ospiti erano andati tutti via, la torta era là sul tavolo ancora fumante di vomito, Gianluca si scusò con i suoi poi prese le sue cose e se ne andò. Giù al portone trovò ancora la bottiglia di vino, i cani avevano fatto buona guardia, salutò i suoi genitori affacciati al balcone, poi si avviò con i tre cani verso i portici. Lungo la strada gli apparvero due piccoli bastardini, dall’oscurità emerse Margherita, detta “maggie”, era la sua donna, lei l’aveva aspettato tutto questo tempo, Gianluca la guardò con tenerezza poi gli allungò la bottiglia di vino, il faccino sporco e i denti gialli di Margherita si illuminarono di un timido sorriso, si presero per mano e si allontanarono nella notte accompagnati dal corteo dei cani.
di cattiveinclinazioni at 10:04:39 5 Commenti

16/04/2004

Guasti.

Il 95% dei guasti ai computer avvengono tra la tastiera e la sedia...

di cattiveinclinazioni at 09:34:34 2 Commenti