28/07/2004

Star Trek

Data astrale 1.2.6. l’incrociatore stellare classe Galaxy, la U.S.S. Enterprise, era attraccata al molo Beverello nel golfo di Napoli in attesa che il bacino della Caremar si liberasse. L’ultima battaglia con i romulani aveva causato pesanti danni all’astronave e tutto questo perché al largo dei bastioni di Orione l’Enterprise non aveva dato la precedenza alla nave romulana che veniva da destra. Dopo lo scontro frontale tra le due astronavi il capitano Kirk non voleva compilare il cid al capitano romulano, da lì era nato il conflitto. Le riparazioni iniziarono subito e l’equipaggio fu messo in congedo. Il capitano Kirk ne approfittò per fare visita al suo fidanzato nigeriano che non vedeva da mesi e che era infoiato come un cammello. Il signor Spock beccò due prostitute polacche a piazza Municipio, e siccome i vulcaniani c’hanno due cazzi di serie, le polacche che lo sapevano gli fecero uno sconto. Il dottor Mc Coy ne approfittò per far visita a tutte le cantine e le bettole di piazza Garibaldi, ubriacandosi come un dannato a vino rosso e limoncello. L’ingegnere capo Scott invece si beccò un clamoroso pacco lungo il corso Umberto, due tizi invece di vendergli un ologramma klingon marca autovox gli mollarono uno scatolone contenente mattoni di provenienza Italsider, gli altri dell’equipaggio fecero un po’ come cazzo gli pareva. Ma la licenza durò poco, l’alto comando della flotta astrale ordinò all’Enterprise di raggiungere il pianeta Padania 3 che si trovava nel settore più a nord dell’universo conosciuto. Il pianeta Padania 3 era abitato da coloni che secoli prima avevano abbandonato la federazione a causa dell’apertura della stessa a tutti i pianeti a sud dell’universo conosciuto. Ora questo pianeta era minacciato dall’astroscafo Albania 2, l’attacco era questione di giorni, solo l’Enterprise avrebbe potuto salvarli. Così l’equipaggio dell’Enterprise ripartì subito, il capitano Kirk salutò piangendo il suo fidanzato mandingo, il signor Spock fece lo stesso con le polacche ma erano loro che piangevano. Il dottor Mc Coy non si presentò all’imbarco, fu arrestato per ubriachezza molesta, e l’ingegnere capo Scott per non farsi sgamare il pacco portò i mattoni a bordo dicendo che gli servivano per costruire un barbecue. Data astrale 1.3.9. l’incrociatore stellare classe Galaxy, la U.S.S. Enterprise, ripartì dal golfo di Napoli con metà equipaggio, l’altra metà fu ricoverata all’ospedale Cardarelli a causa di una indigestione di cozze al vibrione mangiate da un ambulante giù a Santa Lucia. E così in quelle condizioni il resto dell’equipaggio dell’Enterprise partì, cercando di giungere là dove nessun uomo era mai arrivato prima...forse.

di cattiveinclinazioni at 09:17:20 12 Commenti

26/07/2004

Lettera all'artista

E’ in quelle serate in cui si ritorna a casa ubriachi ma non troppo, che ti sale la voglia di scrivere ad un amico che è poeta nonché artista, e c’esce fuori uno scritto fatto con l’anima e la sincerità tipico di chi è alticcio e fa pressappoco quanto segue, errori ortografici inclusi perché quando si è ubriachi non la si vede bene mica la tastiera...

Caro artista stasera sto’ m’briaco, son tornato da mio suocero e sto’ m’briaco, solo così lo posso sopportare quel maledetto figlio di puttana, che il diavolo se lo porti. Sto’ m’briaco e non so perché, anzi lo so, e tu pure lo sai, ci si m’briaca perché e la testa che lo vuole, e il fegato, i reni, la milza, il cuore, i polmoni, tutto il corpo lo reclama , lo brama, lo vuole, come una sorta di libererazione dalla merda quotidiana che ci avviluppa , come un bagno di purificazione contro la troppa rogna accumulata, come tutto questo e noi non sappiamo uscirne. E più sgramaticato del solito ti scrivo perchè mi va di farlo, perché è ovvio e perché deve essere così. Ci si interroga tutte le volte che ci si m’briaca e in quel momento si trovano le risposte giuste, solo allora ci è tutto chiaro, solo allora. Non è facile m’briacarsi, non è da tutti, ci si m’briaca per raggiungere quello stato che sta tra il brillo e lo m’briaco perso, sta’ tutta là la differenza. Io alle volte c’arrivo, come stasera, e il momento me lo tengo stretto, anzi lo voglio condividere perché la coonsapevolezza e di tutti ed io in questo momento ne sono solo il portavoce. Mio figlio mi guarda strano, un giorno capirà, mia moglie mi guarda strano, lei non capirà, ma va bene così, e giusto che sia così. Ora ti lascio, domani altre 8 ora di merda di lavoro del cazzo, l’unica consolazione e che ci sarà un momento in cui mi metterò da parte, al buio, e scriverò. Scrivewerò per tutti e per me stesso e poi scriverò, ancora e ancora, perché come disse non so chi, non sei mai veramente finito finché hai una buona storia da raccontare e qualcuno disposto ad ascoltarla.

di cattiveinclinazioni at 09:02:47 10 Commenti

21/07/2004

Mestruazioni

- Senti caro ho trovato questa busta piena di scontrini nel tuo cassetto, mi tiri fuori quelli che non servono più così li butto via?

- Ma no cara, lascia stare, li scarto io più tardi, non ti stancare.

- Ma non mi stanco affatto, vedi, li già messi tutti sul tavolo, ora li puoi scartare.

- Cazzo! L’hai già fatto! Beh, al momento non riesco a capire quali servono e quali no e poi…sicura che non ci hai trovato altro nella busta?

- Per caso ti riferisci a questo tocco di fumo che ho in mano? Si l’ho trovato, come ho sempre trovato tutti gli altri pezzi di fumo e di erba che nascondevi in questa busta e non t’ho mai detto niente perché non me ne fregava un cazzo, ma siccome oggi ho le mie cose e sono incazzata come un bisonte, ora ti cago il cazzo e ti metto in croce così la prossima volta impari a nascondermi le cose, e ricorda, più bastarda di una femmina c’è solo una femmina sposata e con le mestruazioni, ricordalo!

- Mi sa che me lo ricorderò.

di cattiveinclinazioni at 14:24:57 7 Commenti

19/07/2004

Serate

C’è sbraco stasera, fa caldo e c’è sbraco. Nei vicoli, nelle strade, nelle feste di piazza, tutta la varia umanità è in libera uscita, in questa serata di sbraco totale tutti si credono un po’ più felici tra un gelato al pistacchio e una birra gelata, stì poveracci. Per un attimo hanno lasciato le loro pene nei loro sudici appartamenti a equo canone, ora saettano per le strade in cerca di un appiglio che li tenga lontano il più possibile dalle squallide esistenze di quelle quattro mura. Li vedi, e hanno tutti la stessa faccia. Il padre, che benevolmente sta a guardare suo figlio giocare, non vede l’ora di mollargli un po’ delle sue miserie, il figlio gioca spensierato ignaro di quello che gli aspetta, la madre guarda entrambi rassegnata, sa che la vita tra un po’ si ricorderà di suo figlio e gli appiccicherà addosso il suo puzzo, così è stato per loro. I venditori ambulanti combattono tra vecchi e bambini per piazzare i loro divertimenti da due euro, fosse per loro ne farebbero un falò pieno, glielo si legge bene in faccia. E tra una risata e una bestemmia anch’io faccio la mia parte, portandomi a zonzo in questo carnaio dove gli unici momenti d’attenzione me li forniscono mia moglie, a cui sfilo un drink a base di vodka, e una bionda a cui si vede il perizoma nero annegato in un culo esagerato.

di cattiveinclinazioni at 09:28:10 4 Commenti

16/07/2004

Cortometraggio 2

Siori e siore, ecco a voi il secondo cortometraggio di Cattive Inclinazioni dal titolo Incroci,

e come per l’altro l’ingresso è libero mentre birra e pop-corn sono sempre gratis, si capisce…

di cattiveinclinazioni at 12:18:28 Commenta:

14/07/2004

Storielle

Oggi vi racconterò una bella storiella come quelle che mi raccontava mia nonna da bambino, quindi mettetevi comodi e statemi a sentire.

Tanto tempo fa c’era un dottore d’una piccola cittadina, allora i dottori oltre che curare i malati ne certificavano anche le morti. Per queste incombenze il nostro dottore aveva sviluppato un metodo infallibile per stabilire il decesso di una persona, il metodo era il seguente: All’alluce del piede, preferibilmente il destro, il dottore dava un forte morso, siccome l’alluce è un dito sensibilissimo se il paziente era ancora vivo si sarebbe sicuramente mosso, con questa tecnica il dottore più d’una volta aveva salvato persone date per spacciate. Questa tecnica si diffuse anche tra gli altri medici, e per questo motivo cominciarono a chiamarli beccamorti. Il nostro dottore si sposò ed ebbe tre figli tutte femmine, all’epoca le donne non raggiungevano gli studi universitari, ma la più grande delle figlie innamoratasi del mestiere del padre si laureò anche lei in medicina diventando una delle prime donne dottore. Così la nostra dottoressa, come il padre, curava le persone o ne constatava il decesso con il famoso sistema paterno. Un giorno, però, fu chiamata a stabilire la morte d’un giovane a cui un treno aveva tagliato entrambe le gambe, lei non sapeva come accertarsi della sua morte. Il ragazzo steso sul tavolo era una gran bel ragazzo e sotto i pantaloni ci aveva inspiegabilmente un grosso cazzo eretto come una montagna, alla dottoressa, che era una gran troia, gli prese la frenesia di succhiarglielo, dopo si giustificò dicendo che quello era l’unico modo per accertarsi della sua morte. E fu così che nacquero le pompe funebri.

p.s. Si diceva che prima di seppellirlo la dottoressa fece più volte visita al ragazzo, così giusto per accertarsi dell’effettiva morte. Non si è mai saputo se quel metodo fu adottato da altre dottoresse.

di cattiveinclinazioni at 12:08:51 2 Commenti

09/07/2004

Cugini

Oggi fanno vent’anni dal quel giorno in cui quel bastardo infame di mio cugino Peppe mi avviò all’uso di droghe ed alcool…non l’ho mai ringraziato abbastanza.

di cattiveinclinazioni at 11:58:30 6 Commenti