13/09/2004

Visita medica

Non ho voglia di lavorare e la solita e-mail anonima arriva giusto in tempo per mandarmi a fare una visita medica, l’azienda si cautela contro il fatto che se uno di noi schiatta loro non c’entrano niente, neanche avessimo a che fare con l’amianto o con l’uranio, oppure no!?! Comunque l’e-mail dice “La preghiamo di presentarsi presso l’ambulatorio medico sito al 21esimo piano”, firmato W.RU.RT/S1, ovviamente sempre e solo una sigla, bastardi. Dunque dal 21esimo piano oltre che mandarti contestazioni, richiami e cazziatoni vari, ora ti mandano anche in visita dal medico, ma che bravi. Lascio la scrivania e mi avvio verso l’ascensore tra gli sguardi beffardi dei colleghi spioni-bavosi-infami, ma stavolta non è il solito sguardo di chi si compiace dei tuoi guai, piuttosto è lo sguardo di chi sa cosa ti aspetta e dice “adesso sono cazzi tuoi”, sta’ cosa non mi piaceva per niente. Al 21esimo piano nel corridoio incontro subito la dottoressa brutta dell’ufficio W.RU.RT/S1 mia vecchia conoscenza ai tempi della campagna antifumo.
- Mi scusi sono Esposito, m’avete mandato a chiamare per la visita medica.
- Ah! Si mi ricordo di lei sig. Esposito, lei deve andare dall’altro parte del piano, troverà una porta d’emergenza col maniglione antipanico, sulla porta c’è scritto "è vietato assolutamente l’ingresso", lì dentro c’è l’ambulatorio.
Ringrazio la bruttona, e prima di andar via le mollo una delle mie winston blue, lei la prende con occhi famelici e scompare nelle scale d’emergenza per fumarsela, poveraccia. Faccio il giro del piano ed arrivo alla porta proibita. Entro e mi ritrovo in una corridoio con tappeti e pareti color rosso ocra, sembra un misto tra una chiesa satanica e un peep show, alla fine del corridoio ci sono due porte di bronzo intarsiate con strani disegni. Non c’è nessuno, sono solo e la cosa continua a non piacermi. Da una porta esce un collega, sembra in stato di trance, ha lo sguardo perso e sorride come un idiota, senza dire una parola s’infila nell’altra stanza, dalla porta lasciata aperta si sente un bella voce impostata.
- Venga caro fratello collega, la stavamo aspettando.
Entro e ci trovo uno studio oculistico, ma sembra più il backstage d’un predicatore televisivo, oltre ai soliti strumenti da oculista ci sono candelabri accesi, stampe di demoni e santi appesi dappertutto. Il predicatore, cioè l’oculista, è la copia sputata del San Pietro della lavazza, alto, barba bianca come i vestiti che indossa, mentre l’assistente è la copia perfetta del Bonolis.
- Senta sono Esposito dovrei fare la visita e …
- Si fratello Sposìto sappiamo tutto, venga a sedersi.
- Guardi mi chiamo Esposito.
- Lei deve avere fiducia in noi fratello Sposìto, apra il suo cuore a noi, vuole una pasticca di prozac fratello collega?
- No, non fumo e comunque mi chiamo Esposito.
Dalla parete l’oculista predicatore tira fuori un pannello luminoso con sopra la foto della Bibbia.
- Fratello legga una alla volta le lettere del sacro libro.
- L-A-S-A-C-R-A-B-I-B-B-I-A.
- Bene fratello Sposìto, vuole una pillola di xamax?
- No, non bevo e mi chiamo sempre Esposito.
Dalla parete l’assistente copia-di-bonolis tira fuori un pannello luminoso con sopra un manifesto di forza italia e di Silvio Berlusconi con un sorriso a trentadue carati.
- Fratello legga una alla volta le lettere con cui si è rivelato a noi l ’unto dal signore.
- F-O-R-Z-A-I-T-A-L-I-A.
- Complimenti fratello Sposìto, lei ci vede benissimo, questo le servirà per ricevere la luce del divino. Si ricordi i suoi precetti che nell’ordine sono: Dio, l’unto dal signore e l’azienda dove lavora, ora può andare. Sicuro di non volere una pillola di valium fratello collega?-
- No, non scopo più e per l’ultima volta mi chiamo Esposito, CAZZO!!
Esco dallo studio sbattendo la porta, ora mi resta solo la visita di medicina generale da fare nell’altra stanza, ma la porta di bronzo e chiusa ed io sono sempre solo in mezzo a sto’ corridoio color sangue. Dopo aver aspettato una mezz’ora busso alla porta, nessuna risposta, allora la apro e mi affaccio. Quello che mi trovo davanti non è la classica visita medica che uno s’immagina. Il collega di prima, quello con lo sguardo da imbecille, è steso su un tavolo operatorio a pancia ingiù, nudo e con le mani ammanettate dietro la schiena, in testa porta un maschera fatta di cinghie di pelle e una di quelle gli tiene bloccata una pallina rossa dentro la bocca. La dottoressa ha il camice bianco aperto e sotto porta uno sconvolgente costume sadomaso, sta seduta sul fondoschiena del collega e gli punzecchia i polpacci con i tacchi a spillo dei suoi stivaloni di pelle, una vera tortura. Ad un tratto si mette ad armeggiare con un grossa candela rossa, e con voce diabolica dice:
- Siamo stati molto cattivi negli ultimi tempi caro collega, lei si ammalato negli ultimi dieci anni per ben tre volte, ed ora si presenta a me con un inizio di raffreddore, per questo la punirò a dovere, le sue sofferenze saranno indicibili.
Poi accende la candela e gliela infila su per il culo, tra i lamenti e i gemiti del poveraccio. Mi metto a tossire e lei si accorge di me, si gira e con l’aria visibilmente seccata mi dice:
-Beh! Non vede che sono impegnata, lei deve essere Sposìto, vero? Non si preoccupi dopo tocca a LEI...”
- ESPOSITO! Brutta baldracca, mi chiamo ESPOSITO, io.
Chiudo la porta e mi avvio all’ascensore, avevo deciso che quella visita non l’avrei mai fatta. Torno in ufficio, lo sguardo interrogatorio dei colleghi spioni-bavosi-infami sembra chiedermi “beh, t’hanno fatto il servizio come a noi?” Mentre raggiungo la mia scrivania un tizio mi ferma e mi chiede:
- Senti collega, devo fare la visita medica, cosa mi consigli?
- Cosa ti consiglio!? Adesso ti consiglio io cosa fare. Ti consiglio di non accettare pillole da gente strana, ti consiglio di portarti un grosso crick e inoltre ti consiglio di stare alla larga dalle candele…fidati.

di cattiveinclinazioni at 10:58:14 3 Commenti