15/11/2004
Tempo
Seduto per terra.
Tra me e il pavimento c’è un cartone.
Spalle appoggiate al muro, gambe incrociate.
Testa reclinata in avanti, mani che la contengono.
Davanti a me una bottiglia di vino, più in la un sacchetto.
Sto qui seduto e aspetto.
Aspetto che qualcuno riempia il sacchetto di soldi, di coraggio, di speranze.
No, non sono un barbone, almeno non lo credo.
Sono uno che chiede tempo, una pausa, da tutto e tutti.
Chiedevo solo un po’ di tempo a mia moglie quando non riuscivo a soddisfarla nei suoi bisogni, nelle sue aspettative.
Chiedevo solo un po’ di tempo al lavoro quando non riuscivo a produrre quando potevo e dovevo.
Cosa credete, chiedevo solo un po’ di tempo.
Perciò sono uscito dal flusso, caotico e vorticoso, dovevo uscirne, non ero più capace, avevo bisogno di tempo.
Come un giocatore che viene messo in panchina per farlo riposare, ecco quello che sono, non c’è niente di male.
Sto qui in panchina e aspetto.
Aspetto che l’allenatore mia dia il via per ritornare in partita, questo aspetto.
Mi serve solo un’opportunità, datemi un’opportunità e mettetela nel sacchetto così posso giocarmela al più presto, ma non dimenticatevi di metterci anche del tempo perché di questo pure ho bisogno.
Di tempo.
E non datemi pietà e commiserazione che non ne ho bisogno, non ditemi che è colpa mia e che sono un fallito che non è mica vero.
No, non lo è.
Quel che è vero e che mi fa paura quel fiume oscuro dove annaspa e arranca l’umanità intera, e prima di perdermi nelle secche, nei mulinelli e nei gorghi, io ne sono uscito fuori.
L’ho fatto per salvarmi, così dico io.
Se solo riuscissi a risalire la china di quel fiume, come fanno i salmoni.
Se solo potessi rimettermi in carreggiata, come un’auto appena riparata.
Si, se solo potessi.
Intanto sto qui, seduto.
Spalle appoggiate al muro, gambe incrociate.
Testa reclinata in avanti, mani che la contengono.
Davanti a me una bottiglia di vino, più in la un sacchetto.
Sto qui seduto e aspetto.
Perché non ho più nulla da perdere.
Perché quello che non ero l’ho già buttato via.
Perché voglio tempo.
Per rinascere.