30/06/2005

Battezzare

Battezzare

 

Spararsi una sega prima di portare mio figlio a battezzarsi è un’esperienza per così dire…celestiale!

di cattiveinclinazioni at 15:06:00 2 Commenti

27/06/2005

Correre

Correre

Correre: a me non piace correre; fare Jogging o footing e troppo faticoso per me, io preferisco altro. Scopare: ecco quello che mi piace fare; fottere, trombare, questo è il mio passatempo preferito, il mio sport. Ma mia moglie dice che sono diventato flaccido e che i muscoli mi si sono rammolliti, dice che non sono per niente tonico e che quando mi tolgo la maglietta la mia pancetta campeggia in bella mostra. Ieri mi ha detto che non vuole più scopare con uno che al posto degli addominali ci ha un airbag esploso e che se voglio tornare a fare l’amore con lei devo diventare magro e snello come una gazzella. Ora ricapitoliamo: se voglio fare l’amore con mia moglie devo scendere di peso e diventare tonico, per scendere di peso e diventare tonico devo correre, quindi io devo correre per scopare. C’è qualcosa che non va in questo ragionamento ma mi adeguo e vado a correre. Oggi sono tornato presto dal lavoro, ho messo le scarpette da ginnastica e indossato la tuta ginnica e, sotto gli occhi increduli di mia moglie, sono andato al parco Troise, quello che sta a S. Giovanni a Teduccio. E’ una bella serata, l’ideale per correre, così dico per farmi coraggio. Il parco sembra deserto, meglio così, almeno non avrò distrazioni. Inizio con qualche esercizio di riscaldamento e un po’ di stretching, poi comincio a correre. Il passo è cadenzato e costante, sento i polmoni ossigenarsi e i muscoli riacquistare forza, la mia mente si concentra e prepara la macchina-uomo per l’esaltante impegno. Sicuramente la capacità di correre fa parte del mio dna. Dopo i primi duecento metri divento un corridore professionista, le mie falcate sono ampie e potenti, la mia corsa è così sciolta ed elegante che il Carl Lewis dei tempi migliori avrebbe fatto la figura del tetraplegico nei miei confronti. Arrivato ai quattrocento metri mi fermo sotto un albero a vomitare l’anima, le gambe si piegano per l’accumulo di acido lattico e la mente mi si annebbia per l’eccessiva ossigenazione, i muscoli addominali sono oggetto di spasmi paurosi e i tendini si irrigidiscono per lo sforzo, il respiro è cianotico mentre la trachea brucia nelle fiamme dell’inferno. Sto letteralmente svenendo. Riesco a riprendermi alla meno peggio, vorrei ritornare a casa ma il pensiero di darla vinta a mia moglie mi blocca. Riparto a scartamento ridotto, ne viene fuori una andatura zoppa e sbilenca. Ad un tratto un tizio vestito con jeans e camicia a quadroni mi affianca, la sua corsa è sgraziata e irregolare peggio della mia, ha la faccia stravolta e sembra chiedermi qualcosa ma la voce è cosi flebile che non riesco a capire cosa dice, poi allunga il passo e s’allontana. Che strano, forse voleva compagnia ma era troppo timido per chiederla. Non facevo in tempo a salutarlo che altri due tizi mi si affiancano nella corsa, sono vestiti da motociclisti ed hanno il casco abbassato sul viso, entrambi impugnano una pistola, corriamo tutti e tre insieme per un po’ poi, dopo un rapido cenno con le mani, s’allontanano. Non avevo mai visto nessuno correre vestito in quel modo, probabilmente doveva essere un nuovo tipo di attrezzatura sportiva. Finalmente riesco a compiere il primo giro del parco, l’evento viene salutato da dei colpi ravvicinati che sembrano di petardi o mortaretti. Sullo spiazzo vicino al muretto vedo il corpo del tizio in jeans e camicia riverso a terra, c’è sangue dappertutto e lui non si muove, forse sta riposando per il troppo sforzo e magari quel sangue è dovuto a qualche escoriazione che si è procurato correndo, penso io allontanandomi. Più avanti rincontro i due motociclisti che in sella ad una moto di grossa cilindrata s’allontanano sgommando e impennando. Riprendo la corsa. Dopo un lungo tratto in discesa il fiatone mi blocca il respiro, mi fermo vicino ad un cespuglio per riposare. Dal cespuglio balza fuori un uomo con l’impermeabile addosso, eppure fa caldo e non piove, chissà perché lo indossa. La risposta non tarda ad arrivare; l’uomo apre l’impermeabile e mette in mostra un enorme cazzo dalla punta violacea, poi mi fa cenno di seguirlo. Io declino gentilmente l’invito e mi rimetto a correre. All’altezza del lago artificiale un gruppo di bambini mi s’avvicina e si unisce a me nella corsa, pian pianino mi si stringono attorno e dopo un rapido scambio di occhiate, tutti insieme mi prendono di peso e mi gettano nel lago artificiale. Nemmeno il tempo di riemergere dall’acqua che già i ragazzini mi bersagliano con lanci di bottiglie di vetro e grosse pietre. Fortunatamente con poche bracciate riesco a sottrarmi al loro tiro, meno male che sono un provetto nuotatore, potevo anche annegare, io. Cerco di guadagnare la riva superando papere che mi beccano in testa e pantegane che vogliono mordermi il culo, da lontano chiedo aiuto ad un uomo seduto sulla panchina, il tizio si alza e, guardandosi attorno con circospezione, s’avvicina. L’uomo è un nordafricano, mi parla nella sua lingua e non riesco a capirlo, le uniche frasi che riesco a capire sono: "Vuoi fumo, tu volere fumo? Cinque euro una stecca. - Vuoi roba, tu volere roba? Quindici euro un quartino. - Vuoi coca, tu volere coca? Cinquanta euro un grammo". Sono stanco e stremato, forse è arrivato il momento di tornarmene a casa…ORA E SUBITO!! Esco dall’acqua senza l’aiuto di nessuno e m’avvio verso l’uscita bagnato fradicio, questa è stata la prima e ultima volta che vado a correre. Ora torno a casa e come prima cosa chiedo a mia moglie di fare l’amore con me, e se alle mie avance sessuali mia moglie continuerà a negarsi non mi resterà altro che spaccarle la faccia a cazzotti e violentarla da dietro tenendole la testa nella lavatrice con inserito il programma centrifuga. Si, credo proprio che farò così.

di cattiveinclinazioni at 11:12:59 2 Commenti

24/06/2005

Incidenti

Incidenti

Ieri sera mentre ritornavo dal lavoro ho investito un topo con la mia auto, l’urto è stato forte e perciò mi sono fermato. Quel cazzo di topo giaceva schiacciato sotto la ruota anteriore destra, dalla macchia che ha lasciato doveva essere pure bello grosso. Ma più del topo ho dovuto guardarmi dal gatto che lo inseguiva, s’è talmente incazzato che m’è saltato addosso come un leone pigliandomi a graffi e morsi, poi è saltato sull’auto e l’ha rigata tutta con le sue unghia. Questa è l’ultima volta che m’intrometto tra gatto e topo…

di cattiveinclinazioni at 15:03:14 3 Commenti

20/06/2005

Aladin

Aladin

Antica Persia, 1000 a.c. il principe Aladin, divenuto ricco e potente grazie al genio della lampada, scruta l’orizzonte dal suo magnifico castello dalle mille e una notte. Strane frenesie attanagliano la sua giovane mente, misteriose voglie che solo il genio può soddisfare. Aladin prende la preziosa lampada dal suo scrigno di marmi e ori, osserva quel tesoro con bramosia ed eccitazione poi, con un gesto deciso, strofina il palmo della mano destra su un lato della lampada; è giunto il momento di destare il genio dalla sua dimora. Un’orgia di fulmini e saette assordanti annunciano la sua venuta, il più potente tra i geni è pronto ad esaudire tutti i desideri del suo padrone.

Aladin – O potente genio, invoco ancora una volta i tuoi servigi, te lo ordino!

Genio – Aladin! E che cazzo! E’ mai possibile che per chiamarmi mi devi sempre strofinare sotto i coglioni?

Aladin – Senti genio, vedi di non rompe il cazzo che ci hai da farmi una cosa. Ascoltami bene, devi andare nel futuro in un posto chiamato Scampia, devi andare là e procurarti una polverina magica che i locali amano tanto sniffare, dicono che abbia proprietà portentose. Quindi poche storie, vai e portami la roba.

Genio – E dov’è che posso trovare tale prodigio?

Aladin - Si trova in una mitica città chiamata Secondigliano, ora vai e cerca di muoverti.

Le ore passavano lente nel castello, Aladin vi s’aggirava furioso come un fantasma in pena, finché il genio finalmente apparve.

Aladin – Ma dove cazzo eri finito, deficiente!

Genio – Padrone, il posto dove m’hai mandato è strano assai, pensa che per arrivare alla agognata meta ho dovuto affrontare numerose divinità di metallo chiamate posti di blocco, poi per mercanteggiare la merce coi locali mi sono addentrato in un antro buio e pericoloso chiamato le vele.

Aladin – Ma alla fine l’hai presa la roba?

Genio – Si l’ho presa ma mentre andavo via…

Aladin – Beh, mentre andavi via che cazzo è successo?

Genio – E’ successo che un tizio m’ha riconosciuto e s’è avvicinato, m’ha implorato di aiutarlo, mi ha chiesto di esaudirgli tre desideri, mi pare si chiamasse Berluschini o Berlusconi non ricordo bene.

Aladin – Che desideri voleva farsi esaudire?

Genio – Voleva diventare l’uomo più ricco di quel paese, poi ne voleva diventare il presidente e infine voleva diventare il re del mondo.

Aladin – Cazzo! E tu che hai fatto?

Genio – Beh, mi sono commosso e gli ho esaudito i primi due, poi mi sono ricordato che ero in ritardo e così l’ho lasciato sul posto.

Aladin – Genio, gran figlio di puttana, t’ho detto mille volte che la polverina va portata subito qui, e non sniffata per strada.

di cattiveinclinazioni at 17:38:39 2 Commenti

16/06/2005

Croci

Croci

Lo siamo tutti, in croce. Si nasce con i chiodi gia conficcati e due assi di legno per culla. Ce lo portiamo appresso il lutto, tutta la vita, e quando non ne possiamo più facciamo scivolar via l'anima dal buco del culo. L’anima osserva incuriosita quel guscio vuoto inchiodato alla croce, ma solo un attimo, il tempo di salutarlo e via, verso una nuova vita.

di cattiveinclinazioni at 07:28:03 1 Commento

13/06/2005

Drogati

Drogati

 

Avevo il freddo alle ossa e le budella in fiamme. Questo significava una sola cosa; che dovevo farmi di brutto. Dello scippo dell’altro giorno m’erano rimasti solo venti euro e non bastavano per un buco decente, gli aggiunsi altri dieci euro che presi dalla borsetta di mia madre. Adesso erano sufficienti, ora dovevo solo scendere e comprarmi la roba. Il sole in strada non mi riscaldava, battevo i denti per il freddo e stranamente, da alcuni giorni, la mano destra mi tremava di continuo, lo imputai al fatto che avevo la scimmia addosso. Attraversai la strada, il lungo viale e il cortile, entrai nel palazzo e feci le scale a tre a tre. Non badavo alle persone che incrociavo e nemmeno al loro schifo, tanto lo sapevano perché ero lì. All’ultimo piano il palo mi bloccò un istante, una volta accertatosi che non ero un pericolo e che il campo era libero mi fece entrare in un corridoio chiuso da due cancelli di ferro, dentro il pusher era seduto su una sedia di ferro tutto intento a contare i soldi. Gli allungai i trenta euro con la mano destra, quella che tremava, l’uomo la guardò incuriosito poi mi fece sedere al suo posto ed iniziò a fissarmi, con due dita mi allargò la palpebra dell’occhio destro e ne osservò il bulbo oculare. Il palo, da fuori vide la scena ed entrò anche lui, ora entrambi erano lì di fronte a me che mi squadravano da capo a piedi.

 

- Da quanto tempo ti trema la mano - disse severo il pusher.

- Due o tre giorni – risposi imbarazzato.

- Sei ansioso? Hai vertigini? Il tuo tremore scompare in movimento? Sei soggetto ad allucinazioni quando non ti droghi? – insistette lui.

- Si, ma cosa cazzo c’entra, io sono venuto per la roba – replicai seccato.

- Come vedi sono tutti sintomi riconducibili ad una forma iniziale di Parkinson, mi pare evidente, non trovi? – disse il pusher rivolgendosi al palo.

- Non penso, credo piuttosto sia una forma avanzata di sclerosi multipla, come puoi notare il soggetto ha disturbi alla vista e inoltre, dalle macchie di urina tra le gambe, c’è una compromissione delle funzioni vescicolari, costui si è pisciato addosso.

 

D’un tratto il cancello si aprì e i due zittirono all’istante, era il boss. L’uomo, sulla cinquantina, era basso, tarchiato e senza capelli, il suo profumo pungente e volgare mi arrivò in faccia come un pugno.

 

- Cosa succede? – disse l’uomo con tono inquisitorio.

- Stavamo disquisendo se quest’uomo sia affetto dal morbo di Parkinson oppure da sclerosi multipla – dissero i due in coro.

Il boss mi diede una rapida occhiata, mi aprì la bocca e ci guardò dentro, poi profferì.

- Noto varie otturazioni al piombo abbastanza vecchie, è risaputo che queste otturazioni contengono il cinquanta percento di mercurio e che questo mercurio dopo circa dieci anni non è più presente nell'otturazione. Questo lento avvelenamento del sangue associato al suo stato di tossicodipendente provocano questi fastidiosi disturbi. Rimuova le otturazioni è vedrà che dopo qualche settimana i suoi disturbi spariranno –

 

Ringraziai il boss e presi la roba, poi andai a farmi nella ferrovia vecchia, luogo abituale di tutti i miei buchi. Domani ci ritornerò con mia madre, chissà; magari riusciranno a risolverle quella sua fastidiosa artrosi cervicale…

di cattiveinclinazioni at 16:52:16 2 Commenti

07/06/2005

DOC

Molti tendono a imitare gli altri per paura di tradire le loro strane manie, e cercano riferimenti nella morale corrente solo per coprire e nascondere le loro vere inclinazioni. Questa negazione dell’io mette in discussione la loro autostima, alcuni non ne hanno abbastanza oppure è ridotta al lumicino. Ma non è il mio caso. Io ho trovato una dimensione, un equilibrio in ciò che faccio, anche se qualcuno si ostina a volerlo ricondurre a una patologia. Questo è il mio modo di essere ma qualcuno mi chiama disturbato-ossessivo-compulsivo, o più semplicemente DOC... Il resto lo trovate su SACRIPANTE! Scritture in metamorfosi, 'sto mese potete trovarmi .

di cattiveinclinazioni at 13:49:20 8 Commenti