27/07/2005
Riposo
Riposo ci vuole...Si! Riposare devo...
Maestro Joda - Star War Episode 5
21/07/2005
Assicurazioni
Assicurazioni
E anche quest'anno ho scaricato nel 730 l'assicurazione della mia moto, quella falsa, s'intende...
18/07/2005
Segni
Segni
Notte lavorativa dal numero sconosciuto, tanto ho smesso di contarle tempo fa. Fuori al terrazzo dell’ufficio al quarto piano fumo una sigaretta che sa di urina, forse il cane di mia moglie ci ha pisciato sopra a mia insaputa. Maledetto chihuahua incontinente, potevi pisciare sui pantaloni, sulla camicia e pure sulle scarpe, non t’avrei detto niente ma sulle sigarette no, quello non lo dovevi faretissimo cane a pisciato sopra a mia insaputa.. Un giorno o l’altro t’ammazzerò per questo ma prima credo che ammazzerò mia moglie che t’ha voluto in casa. Bagliori ad occidente: zona castel dell’Ovo, dei fuochi pirotecnici intrattengono gente annoiata nella notte calda e afosa. Quelli del quinto piano, tutti appartenenti alla setta dei “martiri di Piedigrotta” lo considerano come il segno divino che stavano aspettando, quindi tutti insieme si prendono per mano e si lanciano dal balcone gridando “viva il festival di Napoli”. Quelli del terzo piano invece guardano ad oriente: zona S. Giovanni a Teduccio, loro appartengono tutti alla setta dei “fedeli di Luciano Caldore”. Il segno divino è l’inizio del suo concerto in piazza S.Giovanni Battista e nell’attesa sistemano nel miglior modo possibile le bombole di gas nervino Sarin nei condotti di aerazione. Già, succede sempre così quando in giro c’è una nuova ristrutturazione aziendale.
16/07/2005
11/07/2005
Paesi
Paesi
Il cielo era cobalto, pesante e metallico, venato di striature ondulate i cui colori andavano dall’oro al rame. Quei riflessi glaciali si scagliavano tremendi e potenti contro il tramonto rosso sangue. Una cappa nefasta s’era appena posata su quel paesino di pescatori incastrato in un punto qualsiasi del mediterraneo. Giù, tra vicoli angusti che sanno di salsedine e rassegnazione, Maria si faceva largo tra le ombre della notte e i fantasmi della sua mente, ad accompagnarla solo la figlia Carmela che con i suoi dodici anni poteva averne sicuramente trenta, si cresce in fretta da quelle parti. Avvolte in scialli di lana nera, pesanti e polverosi come gli anni di chi li aveva fatti, avanzavano con piglio deciso calpestando sampietrini e speranze. Le porte dei bassi si rinchiudevano al loro passaggio, lo facevano per il rispetto che si deve a quella dolorosa verità che correva veloce di porta in porta. Non glielo potevano negare. Lo scirocco dilagava nel paese e impregnava i muri scrostati con profumi e fetori, alghe e basilico, corallo e sabbia. La stradina per il mare pullulava di mosche e zanzare ma era il silenzio a ferire, più dell’umidità e delle labbra lacerate dai morsi, un silenzio troppe volte accarezzato da quella gente. Sulla spiaggia il capannello di donne con scialli neri s’era chiuso in un macabro cerchio, più in là uomini stanchi e addolorati cercavano un posto per le reti e i pesci, poi le donne aprirono un varco e mostrarono a Maria la pietà di quel corpo:
che era di un uomo
che era di un padre
che era di un marito
di nome Michele, il suo.
Il dolore la colpì a tradimento in pieno viso, a cedere per prima furono gli occhi color acqua marina, poi toccò alle guance rosee e infine alle labbra carnose. Maria portò una mano sulla sua bocca e l’altra sugli occhi della figlia. Fecero due passi avanti con dignità e rigore, proprio come si confà a delle madonne e a gente di rispetto, si inginocchiarono e fecero il segno della croce, poi si alzarono e ritornarono su nel paese. Cera un lutto da preparare e lacrime da sciorinare, così era sempre stato, non c’era da perder tempo. Intanto il mare aveva preteso ancora una volta il suo tributo, in cambio lei lasciava che i suoi frutti prendessero altre strade. A volte quelle strade prendevano la fisionomia di antichi e tenaci paesi, dove le donne fanno la spola col mare per prenderne i frutti e qualche volta, malauguratamente, i loro uomini.
08/07/2005
Dyners club
Crocifissione e sodomizzazione; sono le uniche condizioni accettate da quelli della dyners club per riattivarmi la carta di credito bloccata per l’ennesimo mancato pagamento.
04/07/2005
Notte di botte
Notte di botte
Notte di botte in quel di Napoli, e precisamente al corso Poggioreale. Due transessuali, una bionda e una rossa, si pestavano a giusta ragione per motivi territoriali. Le armi erano prettamente femminili: graffi, schiaffi, tirate di capelli, ma una mossa tipicamente maschile mise fine alla disputa; la bionda assestò un calcione tra le palle della rossa facendola stramazzare al suolo piegata in due. La partita s’era bella che conclusa. Non so perché ma mentre assistevo alla scena qualcosa tra le mie gambe si rianimava, il combattimento m’aveva eccitato da morire. Notte di botte verso la strada che portava al mio lavoro, m’ero di nuovo dimenticato che avevo il turno di notte, dall’ufficio m’avevano telefonato dicendo che dovevo subito andare lì, dicevano che questa volta non l’avrei fatta franca e che avrebbero fatto di tutto per farmi cacciare, dovevo solo attendere l’arrivo del responsabile l’indomani mattina. Notte di botte nel garage aziendale, addosso avevo il mio giubbotto da kamikaze preferito riempito con due chili di esplosivo C4, avevo attivato il timer ad un quarto d’ora, giusto il tempo di andare su, bere un caffè e fumarmi una sigaretta fuori il terrazzo, poi avrei regalato una notte di botte a tutti.