29/09/2005

Apocalypse

 

- Charlie don’t surf!– Dice il tenente colonnello Bill Kilgore del settimo cavalleggeri aviotrasportato sulla spiaggia vietnamita appena bombardata.

Forse Charlie non fa il surf ma sicuramente le costruisce e le manda in America. Questo mi viene in mente mentre mangio involtini primavera e guardo per l’ennesima volta Apocalypse Now.

 

E fanculo tutti i musi gialli.

di cattiveinclinazioni at 18:19:24 2 Commenti

25/09/2005

Brave mogli

Brave mogli

 

C’erano persiane da alzare e letti da rifare quella mattina, come tutte le mattine in quella villetta a schiera della periferia bene appena fuori città. Alle sette in punto la brava moglie svegliò il maritino e gli fece trovare la colazione ben calda con cornetti e cappuccino, la sua colazione preferita. Mentre il maritino faceva la doccia la brava moglie preparò abiti freschi da fargli indossare, abiti griffati degni del responsabile dell’ufficio vendite, poi sistemò le cose nella sua ventiquattrore senza badare a quei farmaci goffamente nascosti, il tipranavir e la capravirina, che gli servivano per combattere la sua malattia, l’aids. E non badò nemmeno alla confezione di crema lubrificante anonet che lui usava negli incontri con i suoi amichetti, tanto lei sapeva anche quello. Alle sette e trenta la brava madre svegliò i due ragazzi con grazia e dolcezza, cereali arricchiti con ferro per lui e fiocchi d’avena con gocce di miele per lei, la giusta colazione per poter affrontare la dura giornata, poi preparò abiti di tendenza per entrambi ben sapendo che  avrebbero marinato la scuola. Oggi era un giorno importante per la femminuccia, doveva partecipare al provino d’un film porno con il cast composto tutto da adolescenti, così aveva letto di nascosto sul suo diario, quello poteva essere l’inizio di una luminosa carriera artistica, così c’era scritto ed  evidenziato con un pennarello rosa confetto. Il maschietto, invece, insieme ad altri amici avevano messo su un traffico di ecstasy e crack che spacciavano dentro la scuola, lo aveva saputo ascoltando le sue telefonate di nascosto, gli affari andavano bene e quella mattina avevano appuntamento con un albanese per fare rifornimento, volevano diventare subito ricchi loro, così si dicevano in quelle lunghe telefonate. Alle otto in punto la brava moglie e madre diede un bacio sulla fronte ai ragazzi e una carezza sulla guancia al maritino, pochi istanti dopo era sull’uscio di casa che li salutava con la mano mentre s’allontanavano. Alle otto e trenta la brava casalinga iniziò a rimettere in ordine in casa, doveva essere tutto pronto al loro ritorno. Una casa pulita per una famiglia pulita, così le avevano insegnato i suoi genitori e lei aveva appreso bene la lezione. Alle undici in punto la brava massaia si preparò un bel caffé forte, se l’era meritata dopo tutto quel sgobbare su e giù per la casa, con la tazza in mano andò sul retro, quello che dava sul giardino, aprì la porta e diede uno sguardo distratto al giardiniere che stava curando le rose, un nigeriano d’un metro e novanta per cento chili di peso, era a torso nudo e le gocce di sudore che gli colavano dal corpo sprigionavano feromoni facilmente riconoscibili per qualsiasi femmina. La donnaccia con la tazza in mano s’aggirava sinuosa tra i fiori profumati e i nani di gesso sparsi qua e là per il prato, vicino al gazebo di legno e vetri colorati c’era l’altalena dei ragazzi, si sedette e iniziò a dondolarsi leggermente, poi allargò le gambe e aspettò che l’uomo entrasse in casa.

di cattiveinclinazioni at 22:41:40 5 Commenti

23/09/2005

Diamanti

Diamanti

 

Marilin Monroe in una sua famosa canzone disse che i diamanti erano i migliori amici delle donne. Questo ho detto a mia moglie ieri sera mentre guardavamo un suo film in televisione, ma lei non mi è sembrata molto d’accordo. Anzi, ha detto che la Monroe era solo una stupida viziata e che lei, al contrario, avrebbe fatto volentieri amicizia con rubini, smeraldi e topazi, senza schifare qualche frequentazione con l’oro e il platino. Sono sempre più convinto che mia moglie sia una gran femmina...

di cattiveinclinazioni at 16:55:26 Commenta:

19/09/2005

Bar Guida

Bar Guida

 

Quand’ero piccolo mi piaceva andare a scuola ma da adolescente presi a frequentare i bar del quartiere. Io, però, preferivo il bar Guida, un modesto bar di fronte casa mia. Lo frequentavo insieme a Giovanni, Antonio e Angelo, i miei amici di allora. In quel bar abbiamo ricevuto le nostre prime lezioni di vita, nella saletta all’interno abbiamo preso e dato botte, collezionato figure di merda e guadagnato punti. Tra biliardi, calcio balilla, videogiochi preistorici e scommesse, abbiamo dilapidato magre paghette. Su tavoli lerci e scheggiati abbiamo imparato a giocare a tressette, poker e teresina e a nostre spese abbiamo capito cosa significava stare con delinquenti, camorristi e spostati vari, uscendone più o meno interi. Ci atteggiavamo a duri fumando e bestemmiando come dannati e nelle belle giornate si usciva fuori per fare i fighetti con le ragazze che passavano, eravamo patetici ma ogni tanto qualcuna capitolava. Tra noi quello più incazzoso era Giovanni, lui era più grande di qualche anno e per un nonnulla ci menava, a sentirlo dire la colpa era del padre che lo pestava sempre, a biliardo era un dio e a giocare con lui ci si rimetteva sempre qualche soldo. Antonio era quello introverso e passivo, però lui la colpa la dava alla madre, era lei che lo pestava sempre, ai videogiochi era un asso e nessuno di noi ha mai battuto il suo record a space invader. Angelo era il fighetto del gruppo, sempre ben vestito e allegro, forse perché a lui non lo picchiava nessuno, viveva con i nonni paterni che lo accontentavano in tutti i modi, ho sempre pensato che fosse lui a pestarli. Angelo non era bravo in niente ma andava forte con le ragazze. Io invece ero quello sporco e trasandato, indossavo sempre gli abiti dismessi di mio fratello maggiore, e quando me ne lamentavo con mia madre lui, per rappresaglia, mi pestava di santa ragione. La mia specialità era il calcio balilla, ero imbattibile anche contro due avversari. Poi un giorno il proprietario del bar fu ammazzato in un regolamento di conti e il bar chiuse, fortunatamente la nostra istruzione era stata completata. In quegli anni di frequentazione il maglio della peggio umanità ci aveva forgiato e induriti a dovere, eravamo pronti ad affrontare tutte le sfide che la vita aveva in serbo per noi. Come è andata a finire? Antonio l’introverso è diventato omosessuale, ora è segretario regionale dell’Arci gay, ogni tanto lo vado a trovare e in nome dei vecchi tempi mi faccio fare sempre un pompino. Angelo il fighetto ha fatto carriera presso un clan mafioso, adesso è a capo di un fiorente traffico di prostituzione proveniente dall’Ucraina, da lui vado più spesso e in genere un pompino gratis delle sue donne non me lo nega mai. Giovanni l’incazzoso si è arruolato nell’esercito come sottufficiale, ora è sempre in giro per il mondo a sparare e a pestare gente, da lui vado raramente e sempre quando non è in casa, giusto il tempo di farmi fare un pompino di nascosto dalla figlia di tredici anni. Io invece ho rilevato il bar Guida e l’ho ribattezzato Bar Guida Spirituale per Giovani Smarriti. La sua Mission è quella di scardinare l’impero oscurantista delle play station, il Target si rivolge a tutti quei ragazzi auto segregati in casa e incapaci di relazionarsi con gli altri, la Executive Strategy si propone di trascinarli qui e di farne degli uomini. Per ottenere ciò il bar è stato attrezzato con materiale ludico specifico. Biliardi, flipper e videogiochi sono tutti rigorosamente vintage. Nella saletta all’interno vengono organizzati mensilmente stage sull’uso corretto della bestemmia reiterata e master di perfezionamento per poker e teresina. Nel progetto sono state coinvolte anche le istituzioni. Il comune, saggiato l’effettivo ruolo socio-formativo dell’iniziativa, ha subito stipulato un accordo programmatico con il sottoscritto.

di cattiveinclinazioni at 00:42:35 3 Commenti

16/09/2005

Rivoluzione

Rivoluzione

 

Fare la rivoluzione è un po’ come pisciare; quando ti scappa devi farla, e quando la fai vai fino in fondo.

di cattiveinclinazioni at 06:01:36 3 Commenti

11/09/2005

Eurodisney

Eurodisney

 

Che le cose andassero male all’Eurodisney Resort Paris era cosa ben nota, tutti i giornali ne parlavano da mesi, ma a quello che stavamo per assistere nessuno di noi era preparato. Ce ne accorgemmo quasi subito che qualcosa non andava. Io, mia moglie e il bambino eravamo appena scesi dal treno, dopo un breve tratto a piedi arrivammo all’ingresso dell’Eurodisney, davanti a noi una folla di persone non si decideva ad entrare, e per una buona ragione. Le biglietterie erano state bloccate da un picchetto formato da Cenerentole, Belle Addormentate, Bianchenevi, Topolini e Paperini vari, stavano protestando contro le schifose condizioni lavorative a cui erano costretti. I manifestanti recavano cartelli con su scritto le bestemmie più varie; si andava dal “Suck Disney” al “Mickey MotherFucker” passando per alcuni “Yankee GO Home” e “No More Fairy Tales”. D’un tratto una porta laterale si aprì, ne uscirono tre auto cabriolet anni trenta con a bordo la Banda Bassotti al completo, erano in tenuta anti sommossa e capitanati da Pietro Gamba di Legno, piombarono addosso ai manifestanti caricandoli senza pietà. Tra un pestaggio e un lacrimogeno riuscimmo ad entrare senza fare i biglietti. Il parco era come nelle foto delle brochure, dopo aver attraversato il lungo viale iniziale si poteva accedere ai vari settori a tema. Nell’ordine, erano disponibili: le mille e una notte, il mondo del futuro, il mondo delle fiabe ed il vecchio west. Un trasporto a cavalli era stato messo all’ingresso per portare in giro gli ospiti, ma dovemmo rinunciarvi per via d’un improvviso sciopero indetto dal locale sindacato dei trasporti. Decidemmo di farcela a piedi. Lungo il viale c’era Topolino che si faceva fotografare con i bambini, io e mia moglie gli portammo il nostro pupo. Topolino aveva un fare molto strano, più che i bambini a lui si avvicinavano i grandi, loro gli davano dei soldi e lui gli consegnava delle bustine con delle stecche marroni dentro. Anch’io mi comprai una di quelle bustine, poi facemmo la foto tutti insieme. Iniziammo con l’esplorare le mille è una notte, uno strano percorso che ricordava molto Porta Nolana a Napoli, extra comunitari, cinesi e puttane inclusi. Prima di passare oltre comprai dai locali un cylum con il quale mi fumai il contenuto della bustina consegnatami da Topolino. Nel mondo del futuro le cose non andavano meglio, a causa della scarsità dei fondi, i robot s’erano ridotti ad elemosinare in strada assistenza tecnica e pezzi di ricambio, molti davano la colpa ai robot made in china che la direzione aveva illegalmente introdotto. Mio figlio, spinto dalla compassione, lasciò ad un automa male in arnese le pile stilo del suo giocattolino. Nel mondo delle fiabe ci fu proibito l’ingresso, la zona era transennata e controllata dalle forze dell’ordine. Gruppi di guerriglieri Looney Tunes s’erano introdotti nel castello incantato occupandolo, avevano preso in ostaggio Biancaneve con i sette nani, Pinocchio e il nonno, la strega cattiva e la fatina buona e tanti altri. Tutti gli schermi televisivi erano sintonizzati su Al Jazeera che trasmetteva dall’interno del castello. Si vedevano gatto Silvestro e Titty che tenevano un coltello puntato alla gola di Cenerentola e della Bella Addormentata, mentre Bugs Bunny e Duffy Duck minacciavano con un macete Geppetto e Pinocchio, senza contare poi Will Coyote e Bip Bip che avevano kalashnikov puntati contro la testa di Pippo e Pluto. I sequestratori, in un comunicato, chiedevano l’immediata chiusura del parco, in caso contrario avrebbero ammazzato tutti gli ostaggi, uno ad ogni ora. L’ispettore Basettoni, giunto sul posto per coordinare l’azione di polizia, identificò i mandanti in Shrek, Fiona e Ciuchino. Un regolamento di conti tra clan rivali, così lo definì Basettoni. Andammo via nel pieno di una irruzione delle forze speciali. Nel vecchio west finalmente riuscimmo a pisciare nel cesso di una bettola finto messicana, dove un finto oste messicano di nome Eugenio ci diede da mangiare tacos e tortillas macrobiotici, fuori Clint Estwood e Lee Van Cleef, ormai rimbambiti e su una sedia a rotelle, si esibivano nell’ennesimo duello al sole. Uscimmo giusto in tempo per vedere la famosa sfilata serale dei personaggi disney. I carri sfilavano uno alla volta per permettere agli ospiti di ammirarne la bellezza, ma i figuranti sui carri si comportavano in modo alquanto bizzarro. La sfilata fu aperta dal carro del principe azzurro che in calzamaglia sadomaso teneva in catene un passivo Aladino, mentre sul carro successivo Pocahontas e Mulan si cimentavano in una bollente lap dance lesbo. Non mancavano carri con accoppiamenti animali, come quello dove un bavoso Dumbo montava da dietro un supino Bambi; il tutto condito con le note assordanti dei Village People. Praticamente stavamo assistendo al Disney Gay Pride. Mio figlio tutto eccitato mi faceva mille domande, io per tutta risposta gli misi le mani sugli occhi e me lo portai via, era arrivato il momento di ritornare in albergo. Sul lungo viale che portava all’uscita tutti i personaggi disney facevano a gara per salutarci, un curioso Topolino si aprì l’impermeabile davanti a noi, mentre Biancaneve e Cenerentola in minigonna si offrirono di succhiarmi l’uccello per trenta euro, cinquanta senza il preservativo. Quì, Quò e Quà ci accompagnarono all’uscita, ma solo per fregarci la telecamera e la macchina fotografica, quando me ne accorsi sferrai loro un calcio alle palle ciascuno mettendoli così in fuga. Alla stazione il treno aveva un’ora di ritardo, dissi a mia moglie che ne approfittavo per comprare alcuni regali. Tornai all’Eurodisney dove incontrai di nuovo Biancaneve e Cenerentola, diedi cinquanta euro ad entrambe e mi feci fare un dolce, lungo, lento, pompino in coppia. Sborrai per quattro. Tornai con i regali e la patta dei pantaloni sbottonata, giusto in tempo per prendere il treno.

di cattiveinclinazioni at 16:07:58 9 Commenti