24/09/2006
Pollice verde
Pollice verde
Oggi sono andato dal fioraio ed ho comprato una pianta d’edera. L’edera appartiene alla famiglia delle Araliaceae, si tratta di un rampicante sempre verde che può raggiungere i 90
Me le lasciò il giorno che scappò via con il suo istruttore di giardinaggio creativo.
Tutte le volte che tornava dal corso mi parlava sempre di un posto in Abruzzo dove si coltivavano fiori sperimentali e si praticava una strana filosofia new age fatta di meditazioni tra le piante e di sesso con gli ortaggi. Probabilmente si trovano ancora li.
Ora delle sue piante me ne occupo io e le curo amorevolmente come faceva lei.
L’edera va annaffiata con regolarità, attendendo sempre che il terriccio si asciughi tra un annaffiatura e l’altra: ogni 20 – 30 giorni bisogna concimare la pianta mescolando il composto con l’acqua, durante l’operazione si deve evitare che si formino dei ristagni idrici dannosi per la pianta.
Mia moglie parlava continuamente alle piante, le sussurrava parole dolci e contemporaneamente le toccava le foglioline, diceva che con quei gesti l’edera cresceva più forte e più bella, come se percepissero e si nutrissero del suo amore. Anch’io parlo alle piante e lo faccio di frequente, parlo con loro del più e del meno, di cosa ho fatto al lavoro e qualche volta dei miei problemi, ma sembra che il rapporto non funzioni. Le vedo sempre annoiate e spente come la mia ex moglie, allora mi arrabbio e divento cattivo: urlo, bestemmio e le piglio a parolacce, spesso nella foga le chiamo con il suo nome e quando penso che m’ha lasciata per quella specie di contadino zen divento brutale e crudele, comincio a sputarle addosso e con una forbicina inizio a tagliuzzare le foglioline di quelle troie. Purtroppo qualche volta capita che dopo le mie scenate qualche pianta non sopravviva alla mia ira e devo perciò sostituirla.
La moltiplicazione dell’edera avviene generalmente per seme o per talea, cioè dai suoi rametti. Per un rapido attecchimento è preferibile praticare gli innesti in primavera.
Mia moglie non ha mai voluto che si riproducessero, diceva che non voleva far nascere delle piante in un mondo governato da uomini incapaci e ostili alla natura. Questo lo diceva spesso anche a me, quando le chiedevo di avere un figlio lei diventava fredda e distante e non mi rivolgeva più la parola per giorni.
Poi chissà come riuscii a convincerla.
Ci provammo per più di un anno ma senza risultati e ogni volta che me ne lamentavo lei mi addossava la colpa dicendo che ero sterile come un innesto mal riuscito. Quando se ne andò venni a sapere da una sua amica che per tutta la durata della nostra relazione aveva sempre portato la spirale a mia insaputa.
Ma da ieri tutto questo è finito.
Ieri ho tagliato un rametto di
Poi mi sono masturbato e ho innaffiato la talea con tutto il mio sperma.
Dopo ho chiuso il vasetto e l’ho conservata in un luogo asciutto. Man mano che l’edera si sviluppa bisogna rinvasarla in vasi sempre più grandi, fino alla sua piena maturazione che si raggiunge generalmente dopo un anno. Questa nuova pianta, che crescerà con il mio seme, sarà la mia vendetta contro quella puttana vigliacca e traditrice, finalmente avrò il figlio che mi ha sempre negato e che paradossalmente mi daranno gli esseri a lei più cari. Una volta completi potremo dar vita alla famiglia che ho sempre desiderato, finalmente sarò libero di amarle, odiarle e violentarle senza che il suo ricordo mi ossessioni la mente.
Perché adesso sono loro la mia famiglia.