03/10/2007
Piazze
Piazze
Aride statue intrappolate in mille passati
supplicano la loro distruzione
e con occhi spalancati ammoniscono uomini e cose.
Sulle spalle lo sgretolare del tempo
e il peso di innominabili misfatti.
L’emiciclo si staglia contro l’infinito come un buco nero
e solo due cavalieri ne controllano i confini
Il resto è una folle corsa.
La piccola chiesa ostenta indolente tutte le sue piaghe
marmo divelto
colonnati scheggiati
sagrati oltraggiati
portoni in bronzo vandalizzati
Voci sguaiate e mani violente ne benedicono lo scempio.
Nell’arena immaginaria arcigne costruzioni si affacciano e si affrontano
in un antico gioco che non ha vincitori ne vinti.
Nel mezzo misere umanità
si sussiegoso
si stratificano
si cristallizzano
inconsapevoli del loro ruolo di pedine da immolare.
Il tempo è un tiranno benevolo solo con chi lo rinnega