26/01/2008
Arti attaccati
Arti attaccati. Con il fil di ferro, con lo spago, con l'attak: sennò ci lasciano portandoci via con loro. Arti staccati, violati, upgradati: con protesi, con innesti, con viti e bulloni, in modo da renderli perfetti, da renderci perfetti. Arti attaccati; Art Attack; Arte Attaccata: dalla stupidità e dalle menzogne, dalle persone perbene e permale, da chi è stanco o solo annoiato. Arti attaccati e perciò dategli addosso: a tutto ciò che è diverso, che è oscuro, inquietante e ripugnante.
Arti attaccati. Non si poteva fare di più.
01/01/2008
Freak

Freaks
Conobbi Mauro al primo anno di liceo. Era dolce e introverso, con lunghi capelli biondi e occhi color acquamarina che lo facevano somigliare ad un cerbiatto spaurito. Ci mettemmo insieme quasi subito. Fui rapita dai suoi modi gentili, ma ancor di più dal suo bizzarro handicap. Mauro era nato con una pesante forma di Labiopalatoschisi, più volgarmente conosciuta come labbro leporino. Le sue labbra erano così deformate che avevano assunto negli anni la forma di una curiosa farfalla: quella che posava sulla mia figa ogni volta che me la leccava, e che aderiva perfettamente al clitoride, procurandomi orgasmi multipli e selvaggi. In pratica la sua bocca era la copia perfetta della mia vagina, come il calco di una statua che combacia perfettamente all’originale, e come i due segmenti dello Jing e Jang che si completavano a vicenda nell’unione. La nostra relazione andò avanti per parecchi anni, poi Mauro si sottopose ad una serie di interventi chirurgici ad opera di un costosissimo chirurgo maxillo facciale, il quale trasformò quella adorabile farfalla in un anonimo e dozzinale sorriso. Dopo l’operazione persi interesse nei suoi confronti, le nuove labbra non riuscivano a provocarmi la minima eccitazione, così verso la fine del liceo ci lasciammo.
Alla facoltà di lettere e filosofia conobbi Simone. Lui, al contrario di Mauro, aveva capelli ricci e neri come la pece, ed era così nervoso e irascibile che per un nonnulla scattava in terribili scenate di collera. M’innamorai subito del suo carattere forte e determinato, ma ancor di più della sua menomazione, che lo rendeva così irresistibile ai miei sensi. Simone era nato con un Enimelia al braccio destro, la mano e parte dell’avambraccio non si erano sviluppati, al loro posto c’era solo un moncherino dalla bizzarra forma fallica. Inoltre l’avambraccio terminava con un’escrescenza arrotondata di colore viola, tale da farlo somigliare ad un enorme cazzo in posizione eretta. A completare quell’assurdo organo sessuale c’era un lembo di pelle che creava l’effetto del prepuzio maschile. E ogni volta che ne avevo voglia, tra dolori lancinanti e spasmi di godimento, mi facevo penetrare da quel surrogato di pene in perenne stato di eccitazione, sicuramente il migliore tra tutti quelli che avevo provato. Il nostro rapporto durò per tutti gli anni dell’università, poi, all’approssimarsi della tesi, Simone decise di farsi applicare all’avambraccio una protesi di mano, ma prima dovette farsi asportare chirurgicamente quell’escrescenza che ne impediva l’adattamento. Dopo l’operazione quell’enorme membro fu ridotto ad un piccolo ascesso privo di qualsiasi personalità, così appena dopo la laurea ci lasciammo per non vederci mai più.
Non ricordo quando ho sviluppato la strana attrazione per le persone nate con simili deformità, però posso dire com’è nata. I miei genitori erano impiegati statali assunti entrambi come categoria protetta, erano nati con fortissime menomazioni fisiche, ma questo non gli aveva impedito di volersi bene e di crearsi una famiglia. Così dopo che si sposarono nacqui io. Cominciai ad interessarmi al sesso appena adolescente, come molte ragazze anch’io spiavo i miei genitori che facevano l’amore. Appena si scambiavano effusioni e sguardi di complicità, capivo che avrebbero fatto sesso, quindi a notte fonda uscivo sul balcone per spiarli dalla finestra della loro stanza da letto.
Fu così che rimasi colpita da tutto ciò che era strano e deforme.
Mio padre era nato senza gambe e per camminare usava le protesi: a letto se le toglieva, poi aiutava mia madre a levarsi le sue, perché lei era nata senza braccia. Ma quando facevano l’amore, tutti gli impedimenti della loro condizione di colpo sparivano, quel bizzarro e indistinguibile groviglio di carne scopava come mai avessi creduto possibile fare. Spiando le loro notti di sesso spesso venivo colta da strane fantasie sessuali con persone mutilate e menomate, gli orgasmi che ottenevo quando mi masturbavo erano a dir poco sensazionali. Adesso il mio attuale compagno si chiama Andrea, lui è alto e longilineo, con una lieve stempiatura sulla fronte causata da una lenta ma inesorabile forma di alopecia androgina. A parte questo piccolo problema lui non ha nessuna deformità, ma per il mio amore si è sottoposto ad alcuni interventi chirurgici atti a migliorarne la fisionomia.
Così facendo anche lui è diventato un oggetto del mio desiderio.
Il primo intervento a cui si è sottoposto è stato quello del Tongue Splitting, detto anche della lingua biforcuta. Tale operazione consiste nel mozzare il muscolo della lingua in senso longitudinale, in modo da ottenere due lembi perfettamente mobili. Ora quando mi lecca la figa sento le due lingue avvolgermi e martellarmi il clitoride, come se due uomini si muovessero all’unisono per portarmi fino all’orgasmo estremo. Subito dopo è stata la volta del Genital Beading, che consiste nell’impiantare sotto la pelle del pene degli inserti di materiale antirigetto; quale il titanio, il teflon o il silicone. Lo scopo è quello di cambiarne forma e dimensioni. Nel caso di Andrea l’innesto di anelli in morbido silicone si è rivelata la scelta migliore, perché plasmandoli posso ottenere un cazzo dalle infinite forme, ed è come scoparsi ogni volta un uomo diverso. L’unico limite è la mia fantasia. L’ultimo intervento è stato quello del Branding o bacio di fuoco, che si ottiene bruciando la pelle con delle barrette di metallo incandescente, così da incidervi segni e simboli. Andrea ha voluto marchiarsi in petto per ostentare la sua totale sottomissione, in modo che tutti potessero vedere la sua appartenenza. Ora quelle che campeggiano vicino al suo cuore sono una serie cicatrici e rilievo causate da ustioni di terzo grado, e che viste per intero formano un nome. Il mio.
Normalmente questi atteggiamenti sono considerati “Comportamenti devianti” o “Aberrazioni”, qualcosa di estraneo e di incompatibile rispetto ai normali canoni della morale corrente.
Niente di più falso. Oggi ci liberiamo di nasi aquilini e stiriamo via le rughe che ci opprimono, svuotiamo fianchi e stomaci dal grasso in eccesso e riempiamo seni e natiche di silicone, tutto questo per incarnare al meglio il nostro modo d’essere e di apparire. Ma c’è chi raggiunge lo stesso scopo attraverso quella chirurgia considerata estrema dall’ipocrisia della gente.
Anche Gesù Cristo era uno di noi, lui è stato il primo esempio e il vero precursore. I chiodi conficcati nelle mani e nei piedi non sono altro che una Foot&Hand Crucifixion Suspension, la crocifissione effettuata tramite piercing inseriti nelle mani e nei piedi. L’immagine di lui sulla croce è un inno al dolore, la sofferenza fisica portata all’apice del parossismo gli ha permesso di raggiungere lo scopo più alto.
La liberazione dell’uomo dal peccato.
E con la liberazione dal peccato ci si è liberati anche della propria sessualità, così il corpo è diventato materia grezza da plasmare e da ricreare a proprio piacimento, al di fuori di tutte le mode dominanti del momento. Attraverso il dolore della trasformazione si diventa consapevoli del proprio corpo: bucare, incidere, marchiare la carne, sono solo dei processi evolutivi che aprono la porta a nuove identità piene di ritrovate energie, e quello che Andrea ha sopportato per me mi commuove e m’inorgoglisce in ogni momento.
