21/03/2005

Infanzie

Infanzie

Quand’ero piccolo mi piaceva andare a scuola, specialmente alla scuola elementare, io andavo alla scuola Enrico Sarria. Il Sarria fu musicista e compositore di fine ottocento, morì a S. Giovanni a Teduccio povero e senza notorietà. Le persone in malafede dicevano che quella scuola la potevano intitolare solo ad un tizio così sfigato, io invece la reputavo bellissima e c’incontravo tanta gente interessante. La mia maestra si chiamava Matilde Papa Romilda, quanta energia in quel metro e venti d’altezza, quanta dolcezza e grazia metteva in quelle manine mentre mi spezzava l’ennesima bacchetta sulla schiena e quanto calore e affetto mi mostrava quando mi prendeva per i capelli e mi metteva all’angolo con in testa il berretto di pinocchio con su scritto Somaro. Peccato che l’anno scorso non la riconobbi all’uscita di quella chiesa mentre la investivo con la mia auto, purtroppo non potei nemmeno fermarmi ad aiutarla perché avevo un appuntamento dal dentista, dopo venni a sapere che era morta in ospedale, fu una vera sciagura. E che dire del mio fantastico compagno di banco Gianluca detto Ciccio per via del suo peso un po’ sostenuto (a sette anni pesava trentasei chili). Gianluca riusciva sempre a prendersi la mia merendina, per cinque anni non sono mai riuscito a mangiarne una, lui diceva che lo faceva per il mio bene, per non farmi ingrassare ed io gli credevo. Peccato che sei mesi fa quando andammo a cena insieme gli feci mangiare un’intera torta al cioccolato più dieci cannoli alla siciliana, non sapevo che oltre a essere diventato obeso (pesava più di centocinquanta chili) era anche diabetico cronico, morii mentre mangiava l’ultimo cannolo, fu una vera sventura. Ma più di tutti ricordo Arturo il mio amichetto del cuore, i bambini lo temevano perché era il bullo della classe, io invece ero il suo più grande amico e poco importava se lui mi pestava prima, dopo e durante le lezioni, ero il bersaglio preferito di tutti i suoi sputi e le sue sberle ancora me le ricordo. Peccato che la settimana scorsa un tizio lo freddò sull’uscio di casa sua mentre rientrava dal lavoro, i giornali dissero che l’Arturo prima di essere ammazzato fu tempestato di sputi e sberle, anche quella fu una vera tragedia. Comunque di quella scuola ho tanti meravigliosi ricordi e di quelle interminabili giornate passate a giocare ne ho ancora tanta nostalgia, peccato che domani notte quel edificio sarà distrutto da un enorme incendio. Già, sarà un vero peccato…

di cattiveinclinazioni | 21/03/2005
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