Morte
Non è mai il giorno giusto per morire.
Si muore sempre nel giorno sbagliato
nel posto sbagliato
nel momento sbagliato.
La morte in questo mostra tutta la sua superficialità e inadeguatezza.
L’aria nella stanza è ammorbata dal fetore dei fiori e dalla carne in disfacimento, il via vai delle persone è insopportabile e la visione di lei distesa tra le lenzuola immacolate non fa che aumentare l’ira dei presenti.
Nell’altra stanza l’odio è vivo e palpabile più che mai, lo si respira fino a star male ma nessuno smette, nessuno vuol perderne neanche una briciola.
Si cerca il colpevole steso sul divano, in volto ha la maschera del martire e dell’assassino.
E’ il momento di schierarsi.
I familiari si dispongono in semicerchio in fondo alla stanza, lui è rimasto solo e impotente dall’altra parte.
Solo come un imputato.
Il tribunale silenzioso si è appena instaurato.
Adesso il mondo è contro di lui e per la prima volta ne avverte tutta l’angoscia, ora non c’è più lei a far da scudo alle sue malefatte.
I testimoni accorsi sfoderano tutto il repertorio:
occhi accigliati pieni di lacrime; bocche serrate a coprir bestemmie a fior di labbra; mani nervose a tormentare dita e capelli.
Lo sguardo accusatorio dei parenti è insostenibile e implorarne la pietà non servirà a nulla
perché nulla gli verrà perdonato.
Ora non è più tempo di angherie, ormai quelle violenze e quegli abusi giacciono con lei nella bara
di questo se ne rende conto e se ne dispiace.
Ma dalla sua faccia non traspare nessun pentimento, c’è solo il rammarico di non esser riuscito a farlo durare più a lungo.
Carnefice e vittima legati indissolubilmente a doppio filo
ecco il riassunto della loro vita.
Intanto dall’altra parte mani sicure e pietose svuotano comò e vecchi cassetti, d’incanto un’intera esistenza appare sul tavolo di marmo.
Il rito della spartizione degli affetti è cominciato.
E mentre dentro la morte compie il suo lavoro, fuori c’è già chi attende di incontrarla
irrimediabilmente nel giorno sbagliato
nel posto sbagliato
in un mondo sbagliato.