Legislature
Dedico l'elezione alla presidenza della Camera alle operaie e agli operai. Così Fausto Bertinotti ringraziò il suo elettorato nel discorso di insediamento il 29 Aprile 2006. Il primo atto, alla ripresa dei lavori parlamentari, fu quello di trasformare la camera dei deputati nella camera dei soviet, con l’obbligo - per gli onorevoli - di presentarsi in aula con l’abito da lavoro del settore di provenienza. Quindi sulle note dell’internazionale socialista diede inizio al dibattito in aula.
La parola all’onorevole Erminio Persichetti delle “acciaierie riunite Menegozzi” di Cremona: ne ha facolta.
L’onorevole si alzò in piedi togliendosi il casco di protezione, poi ostentando la tuta da lavoro ancora sporca di ruggine e fuliggine espose - con dovuta perizia - la problematica della mancanza di monetine per le macchinette del caffè. Alla fine dell’intervento si rimise il casco e si accomodò tra gli applausi scroscianti degli altri parlamentari.
La parola all’onorevole Maria Capasso delle ditta di pulizie “La Fulgida” di Torre Annunziata: ne ha facoltà.
L’onorevole si alzò in piedi mostrando orgogliosamente il camice di lavoro ancora sporco di candeggina e di detersivo, poi si dilungò nella ferma condanna dei datori di lavoro che non provvedevano a fornire di assorbenti biodegradabili i bagni femminili, affinché gli stessi non intasassero più i gabinetti. Quindi concluse l’intervento tra le ovazioni degli altri colleghi. Ma i parlamentari d’opposizione, in preda ad un rigurgito antibolscevico, iniziarono a protestare vivacemente inscenando il passo dell’oca e indossando camice nere. Subito dopo l’onorevole no-global Caruso - per rappresaglia - fece partire nella loro direzione una sassaiola di sampietrini preventivamente introdotti di nascosto. Nei tafferugli che ne seguirono alcuni onorevoli rono alcuni onorevoli miseri misero cominciarono a gridare a squarciagola: dieci, cento, mille parlamenti, mentre dalla fazione opposta si levò alto l’inno nazionale cantato però alla rovescia: mettendone così in luce i numerosi significati satanici. Il presidente della camera Bertinotti, per riportare l’ordine, picchiò sullo scranno con il piccolo busto in bronzo di Che Guevara – regalo del subcomandante Marcos – sospendendo così i lavori parlamentari. Fu così che ebbe iniziò la quindicesima legislatura della Repubblica Italiana.