03/12/2006

Parenti

Parenti

 

Zio Alfonso ha settantasette anni ed è il cugino di mia madre. Zio Alfonso abita in una bellissima casa a Portici, un attico che affaccia direttamente sul mare. Zio Alfonso ha fatto i soldi facendo prima il magliaro in Svizzera, poi il contrabbandiere di sigarette a Napoli e infine il costruttore edile a Casalnuovo vendendo case mai costruite. Niente da dire, mio zio è stato, quello che si dice, un grandissimo figlio di buona donna. Zio Alfonso s’è ritirato a vita privata da più di quindici anni, moglie e figli non ne ha mai voluti perché li considerava solo una gran rottura di coglioni. Quindi in vecchiaia è toccato a me e mia madre accudirlo, anche perché nella drammatica situazione economica in cui versiamo lui è rimasta la sola unica entrata. Zio Alfonso fumava tre pacchetti di galuoise rosse al giorno finché un giorno scoprì che un tumore gli stava mangiando un polmone, dopo l’operazione e a causa di gravi complicazioni zio Alfonso perse anche l’uso dei reni e finì in dialisi. Le ultime analisi dicono che la metastasi si sta allargando all’altro polmone e al fegato, ma questo non glielo abbiamo detto. Comunque zio Alfonso con tutti gli acciacchi continua a fumare imperterrito, ma solo un pacchetto al giorno, dice che così campa di più. Spesso lo vedo girare per la casa con la maschera d’ossigeno in una mano e una goluoise rossa in un’altra, alternandosele in bocca, certe volte devo allontanarmi per non mettermi a ridere. Io e mia madre andiamo a casa sua il lunedì, il mercoledì e il venerdì, mentre lei fa le pulizie di casa e da mangiare io lo accompagno a dialisi,ogni seduta dura quattro ore e quando lo riporto a casa è più cadavere di prima, lui dice sempre che se non l’ammazza il tumore sarà la dialisi a farlo. Mia madre non ha mai sopportato lo zio Alfonso, dice che da ragazza gli dava sempre dei gran pizzicotti sul sedere, per la verità il vecchio glieli da anche adesso i pizzicotti, tutte le volte che lei gli capita a tiro. Che zio Alfonso fosse stato da giovane un porco e un maniaco era cosa nota in famiglia, ne ebbi la certezza quando trovai un intero archivio di giornali, videocassette e dvd porno nascosti nel ripostiglio dentro grosse scatole da scarpe, fino ad allora non m’ero mai spiegato perché tenesse fuori e alla rinfusa tutte quelle calzature. Zio Alfonso per accudirlo ci passa mensilmente novecento euro, seicento a mia madre e trecento a me. Purtroppo anche la sua taccagneria ci era ben nota in famiglia, e siccome a casa mia navighiamo in cattive acque, tra un padre perennemente disoccupato ed io sempre a corto di soldi, dobbiamo fare buon viso a cattivo gioco, comunque sul vecchio mi rifaccio rubandogli le sigarette e rivendendo un po’ per volta la sua raccolta di materiale pornografico a un collezionista del settore. Più di una volta lo zio, accortosi delle sparizioni, ha minacciato di denunciarmi alla polizia se m’avesse colto sul fatto. Da due settimane mia madre è a letto con l’influenza, il virus e così resistente che non riesce a guarire, per sostituirla nelle faccende domestiche è stata chiamata Rosetta, una mia lontana cugina e coetanea che non vedevo da un sacco di tempo. Ricordo che da bambina aveva i capelli lisci e unti, magra come una scopa e con l’alito puzzolente, ora è una ragazza tutte curve e con i capelli ricci e profumati, peccato che abbia ancora l’alito puzzolente. Con lei s’è creato subito un feeling, quando torno con lo zio dalla dialisi lei ci fa trovare sempre un bel pranzetto, poi il tempo di metterlo a letto per farlo riposare che gia siamo nel bagno a fare l’amore, però prima le faccio lavare sempre i denti. Una volta il vecchio ci beccò nel bagno che scopavamo come conigli, aveva la solita gouloise nella mano destra e la mascherina dell’ossigeno sulla bocca, vedendoci non disse niente, ma mi parve di vederlo sorridere attraverso la plastica trasparente della mascherina, poi chiuse la porta e ritornò sul letto. In genere quando abbiamo finito ci stendiamo sul tappeto e fumiamo le sigarette scroccate allo zio. Ieri ho accompagnato zio Alfonso all’ospedale Cardarelli per il ricovero, con il male che ci ha dentro non credo che lo rivedrò più. Peccato, oramai quel vecchietto mi stava simpatico e le sue bestemmie mi mancheranno. I nipoti di zio Alfonso, allarmati dalla notizia, si sono già affrettati al suo capezzale, non vedono l’ora di dividersi tutte le sue ricchezze, mentre a me e mia madre non resta che trovarci qualcun altro da accudire. Oggi Rosetta si è trasferita da zio Salvatore, un lontano parente di mio padre ormai ridotto sulla sedia a rotelle, mi ha detto che lo zio ha bisogno di una persona che lo porti a spasso per la città, dice che paga meglio dello zio Alfonso e che se voglio posso anch’io trasferirmi da lei. Chissà, magari di parente in parente forse anch’io arrivo alla vecchiaia.

di cattiveinclinazioni | 03/12/2006
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