Il mondo attraverso i film
Il cinema mi piace un sacco anche se ci vado da poco. Prima avevo a malapena il permesso di scendere per giocare a pallone nel cortile del palazzo, ma ora che ho otto anni posso finalmente andare al “Supercinema” o al “Partenope”, però solo accompagnato da mio fratello Roberto. Lui ha tredici anni ed ha il permesso di andare dappertutto, o quasi.
Mica è giusto che nel 1979 io debba essere trattato ancora come una femmina!
Comunque a me il “Supercinema” piace perché è grande e perché nel buio posso sputare addosso alle persone senza farmi vedere. Il “Partenope” invece è più piccolo e puzza come il lagno, la fogna a cielo aperto che sta davanti casa mia. Però si paga di meno e se c’è folla riesco ad intrufolarmi senza pagare.
Al “Supercinema” ho visto: “Napoli - serenata calibro
Al “Partenope” invece ho visto: “Squadra antiscippo”, “Dalla Cina con furore”, “Mark il poliziotto”, “Sbirro, la tua legge e lenta…la mia no!”
Oggi è domenica e al “Supercinema” danno “I contrabbandieri di Santa Lucia” con Mario Merola. Io e mio fratello ci siamo già organizzati.
Alle tre e mezza del pomeriggio finiamo di mangiare; il tempo di vestirci e di pigliare la paghetta da nostro padre che già siamo in strada. Alle quattro aspettiamo l’apertura della sala insieme a una folla di ragazzini inferociti. C’è anche Annalisa, la figlia della vicina di casa, lei ha dodici anni ed ha una cotta spaventosa per mio fratello, con una scusa si avvicina a lui e lo prende sotto il braccio. Non capisco perché mio fratello non la caccia via a calci; porta gli occhiali con delle lenti così doppie che sembrano culi di bottiglia e le puzza il fiato di uova marce, mi sta così antipatica che la piglierei a calci negli stinchi fino a farla piangere. Appena la saracinesca si alza ci fiondiamo dentro come saette; mentre mio fratello fa i biglietti io corro nella sala alla ricerca dei posti migliori, ma solo per me e mio fratello. Se la quattrocchi vuole un posto se lo cerca da sola.
Appena le luci si spengono nella sala vola di tutto, le urla e i fischi mi mettono addosso un’emozione indescrivibile.
Io so tutto del mondo perché l’ho imparato al cinema.
Mario Merola, Maurizio Merli, Tomas Milian, Bruce Lee: con loro ho capito come stanno veramente le cose, mica a scuola.
A Napoli comanda la camorra, girano per le strade con le Alfa Romeo Giulia 1600 e per mare con i motoscafi blu. Sono ossequiati e rispettati perché con il contrabbando di sigarette danno lavoro a un sacco di persone.
A Napoli i poliziotti sono biondi e con i baffi, anche loro hanno le Alfa Romeo Giulia 1600 e vanno in giro a rompere i coglioni ai poveri camorristi.
A Roma e Milano la musica non cambia, solo che a comandare non sono i camorristi ma le bande. Anche lì i poliziotti hanno i capelli biondi e i baffi e prima di arrestare i delinquenti pigliano sempre un sacco di mazzate.
Certo che il poliziotto è davvero un mestiere di merda.
In Cina c’è un tizio a cui ammazzano sempre la moglie o il padre o la madre. Qualche volta anche tutti e tre insieme. Comunque la vendetta è tremenda e se i nemici sono più di cento lui li fa tutti a pezzi con il suo Kung Fu.
Nell’intervallo tra il primo e il secondo tempo esco fuori per comprare le pizze, ma non per Annalisa. Se la puzzafiato ne vuole una si alza e se la va a comprare. La pizzeria si trova proprio dietro l’angolo e c’è sempre una folla esagerata. Torno con le pizze a secondo tempo iniziato e ce le mangiamo al buio, sporcandoci i vestiti della festa di unto e di sugo.
Dopo il film ci perdiamo Annalisa all’uscita e finalmente restiamo soli.
Ora inizia la parte che più mi piace.
Sulla strada di casa ci fermiamo ad un “Vini e Oli” che vende delle fetentissime gazzose per quattro soldi, così spendiamo gli ultimi spiccioli della paghetta. Beviamo quella porcheria per strada poi io e mio fratello facciamo a gara di rutti e di sputi; sono piccolo ma i miei rutti si sentono per tutto il quartiere, mio fratello invece riesce a centrare un gatto in corsa da cinque metri.
Sul balcone di casa mamma sta fumando una sigaretta in santa pace, anche Annalisa è affacciata al balcone, me ne accorgo dai riflessi di quei cannocchiali che porta sul naso. Un’altra mitica domenica al cinema è finita.
Da lunedì a venerdì al “Supercinema” e al “Partenope” danno lo stesso, identico film. Una mistero che non riesco a spiegarmi. Il film si chiama “Film a luci rosse” e per la strada non ci sono locandine che lo pubblicizzano. Mio fratello mi ha detto che ci vanno un sacco di papà ma senza le mamme, che prima di entrarci velocemente si guardano sempre attorno. Secondo me la dentro c’è una base dei servizi segreti, di quelli che combattono i camorristi e le bande. Forse anche mio padre fa parte dei servizi segreti visto che ci va spesso, almeno così dice mio fratello.
Se lunedì papà ci porta tutti e due al “Supercinema" giuro che non lo dico a nessuno, così il segreto è salvo. Però al ritorno facciamo la gara di rutti e sputi.